Il legno storto e il "matrimonio per tutti"

17 AGO 20
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Come al solito i giacobini in spirito vogliono raddrizzare il legno storto dell'umanità. Intenzione lodevole ma luciferina, una tracotanza che gli dei antichi avrebbero punito con ferocia esemplare. Che importa se fino a qualche anno fa nessuno dubitava che il matrimonio fosse un contratto tra un uomo e una donna? Evidentemente, pensa il novello giacobino, l'umanità finora s'è sbagliata, soltanto noi, finalmente, vediamo. Noi, venuti per ultimi, per principio capiamo meglio di tutti i nostri predecessori. Altrimenti perché l'antropologia culturale non trova istituzioni matrimoniali omosessuali in nessun luogo e in nessun tempo? Prima di "raddrizzare" con innesti basati su diritti equivoci nientemeno che il fondamento dei rapporti di parentela, con tutte le inezie (ritengono i giacobini) che ne conseguono, esplicitamente e implicitamente, psicologiche e sociali, comprese quelle che neppure immaginiamo perché nessuno si è sognato mai di manomettere il matrimonio come relazione uomo-donna in quanto l'unica istituzionalmente riconosciuta dalla società, non c'è da andare cauti? Qui non vale lo sbandierato principio di precauzione? No, secondo loro basta una legge.